Pagine boreali: KALLOCAINA di Karin Boye

L’ultimo libro che ho scritto è un romanzo fantasy distopico in cui si parla, tra le altre cose, di no-vax e pandemie.
L’ho finito a dicembre del 2019, prima che a Wuhan scoppiasse il caos, ma passeranno degli anni prima che sia pubblicato e probabilmente non risulterà più così attuale. Ad ogni modo non si potrà dire che ho visto nel futuro, leggendolo si avrà l’impressione che si riferisca ad eventi già passati.

Karin Boye con il suo romanzo Kallocaina invece ha descritto il presente anticipando il futuro.

Kallocaina

Pubblicato ben nove anni prima di 1984 di George Orwell, ne anticipa numerosi temi ed è ancora molto attuale.
L’idea di uno stato totalitario che controlla la popolazione e reprime prontamente ogni dissenso, ad esempio, ha avuto un discreto successo tra i governi dell’America Latina nelle decadi successive, fino ad oggi.

In una realtà disumanizzata non stupiscono la morte della privacy, la riduzione all’essenziale dei momenti di intimità e l’assenza della libertà di pensiero.
Non sorprende neppure che i bambini giochino alla guerra con esplosivi veri, e a partire dai sette anni ricevano un’istruzione di stampo militare.
D’altronde oggi le cose non vanno troppo diversamente, basti pensare a quali videogiochi vanno per la maggiore tra gli adolescenti.

Dulcis in fundo, in uno Stato basato sulla sfiducia reciproca la donna rappresenta un male necessario per produrre guerrieri.

Il libro è stato pubblicato nel 1940, potete immaginare un momento migliore per un romanzo distopico? Non c’è da stupirsi, forse, che parli del sogno della creazione di un mondo nuovo.

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