Tre motivi per leggere “Doppler” di Erlend Loe

In questo primo appuntamento dell’anno, i miei tre motivi per leggere “Doppler” di Erlend Loe.

Per molto tempo questo libro è stato per me come una persona sconosciuta, ma attraente:
l’ho corteggiato a lungo, dapprima con fugaci, timidi occhiate, poi ho cominciato a desiderarlo…
per poi scoprire che era veramente speciale.

A darmi tutto il piacere letterario possibile, stavolta, è stato “Doppler”, di Erlend Loe (Iperborea).

Erlend Loe Doppler

1IL CINISMO

Doppler è un personaggio irriverente, folle, controcorrente.
Non gli importa nulla di sua moglie, e anche i suoi figli sembra che non gli stiano particolarmente a cuore.
Odia l’intero genere umano. Non è meraviglioso?

2 – L’ANACRONISMO

Con la sua fuga dalla civiltà (ma senza allontanarsi troppo) e il suo rifiuto della tecnologia, Doppler va in direzione contraria rispetto ai tempi che corrono.
In modo neppure tanto velato, l’autore punta il dito contro il consumismo e l’omologazione dilaganti della società moderna.
La sua decisione di costruire un totem nel bosco in onore del defunto padre che non ha mai conosciuto è un inno all’insensatezza, all’inutilità, ma anche alla gratuità e alla libertà.

3 – LA TENEREZZA

All’inizio del romanzo Doppler uccide mamma alce (solo per necessità, per non morire di fame, ci tiene a precisare), ma ad ogni modo poi si redime adottando il suo cucciolo e trattandolo como un figlio.
L’alce diventa quindi il suo compagno d’avventure, ed è proprio ad esso a cui sono rivolti i rari momenti di tenerezza del libro.

CHI/COSA MI HA RICORDATO

  • Arto Paasilinna, per il fatto che anche qui gli animali sono migliori degli uomini,
    e per la serie di personaggi assurdi che interagiscono con il protagonista.
  • God jr, di Dennis Cooper. Per la storia del totem, molto simile. Dunque: Doppler è stato pubblicato per la prima volta nel 2004, God jr nel 2005.
    Chiedersi se Dennis Cooper abbia letto il libro di Erlend Loe è quanto meno legittimo.

E voi, avete letto Doppler? Se sì, cosa ne pensate?
Se no, comprate il libro e uscite dalla città, lasciatevi alle spalle il centro abitato. Scegliete un luogo isolato, mettetevi comodi e spegnete il cellulare. E ricordate che il bosco è la risposta.

1 commento su “Tre motivi per leggere “Doppler” di Erlend Loe”

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